CONSULENTI DEL LAVORO La deontologia nell’epoca dei social network

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  Recensione di Roberto Castegnaro     Pubblicata il 06/08/2019

Autore: Testo di Legge Circ. Risoluzione Fonte: Internet del 06/08/2019


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la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro esamina in profondità il limite tra deontologia e utilizzo dei social network, divenuti ormai parte integrante della vita quotidiana e professionale.


Dalla pagina web del Consiglio Nazionale Consulenti del Lavoro

Nel documento  si ripercorre il ruolo degli Ordini professionali, quali diretti collaboratori dello Stato nel promuovere un sistema di concorrenza leale nel mercato e rispettoso della dignità dell’uomo, nonché la funzione “sociale” attribuita al Consulente del Lavoro, chiamato a migliorare i rapporti fra datore di lavoro e lavoratore in chiave etica e solidale.

Esaminando le novità del codice deontologico, che disciplinano le condotte sul web, e mettendo in luce i rischi connessi a un uso improprio degli strumenti digitali, la Categoria ribadisce la volontà di garantire gli interessi generali connessi all’esercizio della professione, tutelare coloro i quali delegano i professionisti a operare specifiche attività e, al tempo stesso, assicurare il decoro, la dignità professionale e il rispetto della legalità.

Numerose sentenze sull’uso dei social network equiparano il web a luoghi pubblici. Eppure, su Internet regna ancora la totale assenza di regole.

In questo Far West solo gli Ordini professionali hanno ritenuto di intervenire, con la propria potestà autoregolamentare, per introdurre quelle norme che i propri iscritti sono tenuti a rispettare; regole che rappresentano il vero differenziale rispetto ad altri soggetti, non meglio identificati, che operano sul mercato. In quest’ottica si è mosso anche il Consiglio Nazionale dell’Ordine, fornendo indicazioni operative ai propri iscritti e introducendo modifiche al codice deontologico, a cui fa seguito una puntuale attività di vigilanza.

Dal testo

l’utilizzo improprio dello strumento medesimo può comportare “alcuni rischi, soprattutto ove colui che ne faccia uso sia proprio un professionista: quando un comportamento, inteso nel senso più ampio del termine, è riconducibile alla qualità di professionista e non, invece, alla mera sfera personale, lo stesso può avere una rilevanza deontologica e disciplinare, anche ove esternalizzato a mezzo social”.

nell’utilizzo dei social network il Consulente del Lavoro non può dimenticare il ruolo sociale, che riveste come iscritto all’Ordine.
“Quanto sopra esposto non significa ovviamente che al Consulente del Lavoro siano preclusi l’utilizzo del web o degli strumenti social per pubblicizzare lecitamente ed in piena libertà la propria attività professionale.

Né tantomeno che la presente comunicazione abbia la finalità di limitare la corretta concorrenza tra i colleghi, che invece è un valore dell’ordinamento e che in condizioni di libero mercato, anche professionale, va preservato ed incentivato

Il Consulente deve svolgere la sua attività, qualora decidesse di intervenire in discussioni pubbliche o più semplicemente di rispondere ad un quesito posto da taluni utenti all’interno delle piattaforme social (a prescindere che questi ultimi siano colleghi o clienti), con la massima correttezza, che deve essere accompagnata dal principio di buona fede in senso oggettivo, ovvero dal dovere di comportarsi con lealtà ed onestà.

un Consulente non deve utilizzare i social per diffondere notizie o peggio ancora apprezzamenti, che possano in qualche modo arrecare danno a un altro professionista.

È consigliabile controllare sempre la veridicità del contenuto che si decide di condividere, in quanto divulgare notizie fake arreca danno sia alla credibilità e all’affidabilità del professionista, che, più in generale, alla categoria a cui appartiene.